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	<title>Centro di Coordinamento Malattie Rare Regione Campania &#187; admin</title>
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		<title>Sindrome di Marfan, test promettenti sull&#8217;evoluzione della tecnica CRISPR</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 18:05:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;approccio è stato sperimentato su un modello cellulare e su embrioni umani: il primato è ancora una volta della Cina Secondo quanto emerso da alcuni test preclinici, una strategia di “base editing” effettuata tramite la tecnica CRISPR-Cas9 sembra poter correggere le mutazioni genetiche che sottendono alla sindrome di Marfan, una rarissima malattia i cui sintomi coinvolgono il sistema cardiovascolare, [&#8230;]]]></description>
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<dd class="createdby"><strong>L&#8217;approccio è stato sperimentato su un modello cellulare e su embrioni umani: il primato è ancora una volta della Cina</strong></dd>
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<p>Secondo quanto emerso da alcuni test preclinici, <strong>una strategia di “base editing” effettuata tramite la tecnica <a title="Informati su OMaR" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/crispr-e-l-editing-genomico-per-le-malattie-rare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CRISPR-Cas9</a> sembra poter correggere le mutazioni genetiche che sottendono alla <a title="Visita la sezione Sindrome di Marfan" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/sindrome-di-marfan" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sindrome di Marfan</a></strong>, una rarissima malattia i cui sintomi coinvolgono il sistema cardiovascolare, i muscoli, le ossa e gli occhi. Si tratta di un risultato importante, sebbene assolutamente preliminare, che viene ben spiegato nell’articolo da poco pubblicato sulla rivista <em><a title="Link allo studio" href="https://www.cell.com/molecular-therapy-family/molecular-therapy/fulltext/S1525-0016(18)30378-2?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS1525001618303782%3Fshowall%3Dtrue" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Molecular Therapy</a></em>, in cui un gruppo di studio cinese descrive nel dettaglio la procedura di correzione portata a termine sia su linee cellulari che su embrioni ottenuti grazie alla fecondazione <em>in vitro</em>.</p>
<p>La notizia è eclatante non solo perché apre alla possibilità di impiegare la tecnologia <strong>CRISPR</strong> nella ricerca di una soluzione terapeutica per una patologia rara e incurabile, ma soprattutto perché i risultati positivi sono stati ottenuti anche sugli embrioni. Il protocollo di &#8216;taglia e cuci&#8217; molecolare più conosciuto della storia dell’editing genomico aveva in precedenza dimostrato la capacità di intervenire in maniera precisa anche su porzioni estremamente ridotte di DNA, come testimoniato dalla ricerca condotta nei laboratori del <strong>Centro di Biologia Integrata (Cibio) dell’Università di Trento</strong>, dove <strong><a title="Leggi l'articolo su OMaR" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/crispr-e-l-editing-genomico-per-le-malattie-rare/13180-crispr-cas9-dai-laboratori-di-trento-forbici-molecolari-piu-precise" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stata messa a punto evoCas9</a>, una variante della nota tecnica CRISPR-Cas9</strong>. Il lavoro dei ricercatori italiani ha sollevato interesse e ammirazione nella comunità scientifica e, ora, un nuovo traguardo è stato tagliato dai colleghi cinesi.</p>
<p>La tecnologia CRISPR-Cas9, infatti, prevede una rottura della doppia elica del DNA in punti precisi che, tuttavia, implica un percorso di riparazione non esente da &#8216;errori&#8217;, i cosiddetti effetti “off-target”. <strong>La <a title="Informati su OMaR" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/crispr-e-l-editing-genomico-per-le-malattie-rare/12869-genetica-crispr-evolve-verso-l-editing-delle-basi-azotate" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8216;versione 2.0&#8242; di questa tecnica</a> consente la modifica di singole basi azotate</strong> sulla sequenza della doppia elica, dando la possibilità di correggere anche mutazioni puntiformi e riducendo i tagli aspecifici. <strong>Un ulteriore passo avanti arriva oggi dalla Cina</strong>, perché il gruppo di studiosi guidati dal <strong>prof. Yanting Zeng</strong>, della Guangzhou Medical University, ha sviluppato un protocollo di correzione della mutazione che innesca la sindrome di Marfan testandolo prima su cellule staminali coltivate <em>in vitro</em> e poi su embrioni in via di sviluppo.</p>
<p><strong>La sindrome di Marfan insorge in seguito alla comparsa di una mutazione del gene <em>FBN1</em></strong>, che codifica per la fibrillina 1, una glicoproteina direttamente coinvolta nella formazione delle miofibrille del tessuto connettivo. Ciò spiega perché questa malattia colpisca duramente il circuito cardiovascolare e, più specificamente, la valvola mitrale e l’aorta. La sindrome di Marfan presenta tratti somatici peculiari (viso allungato, orecchie lunghe, palato ogivale e micrognatia) che concorrono alla diagnosi, ma <strong>il sintomo più tipico, e più pericoloso, è la dilatazione dell’aorta</strong>, che può sfociare in insufficienza della valvola mitralica e, più ancora, nella rottura della principale arteria del nostro organismo.</p>
<p>Dopo aver creato un <strong>modello cellulare della malattia</strong>, i ricercatori cinesi hanno messo a punto un filamento di RNA guida (SgRNA) e programmato la &#8216;macchina molecolare&#8217; che è stata trasfusa nelle cellule che esprimevano la mutazione. <strong>L’efficienza della correzione è stata alta</strong> e ha indotto gli studiosi ad applicare la stessa anche ad <strong>embrioni umani</strong> ottenuti con la fecondazione <em>in vitro</em>. <strong>Il tasso di correzione ha quasi raggiunto il 100%</strong>, confermando l’efficacia della tecnica e mettendone in risalto il potenziale profilo di sicurezza, dato che <strong>non sono stati osservati effetti off-target</strong>. Si tratta di un risultato molto importante perché, grazie all’affinamento della procedura, sostituendo anche una sola base nella sequenza genetica è stato possibile correggere la mutazione che causa la sindrome di Marfan, gettando le fondamenta per la creazione di un possibile percorso terapeutico per la patologia.</p>
<p>Che l&#8217;editing genomico stia radicalmente cambiando, fra luci e ombre, il volto della medicina moderna è testimoniato dal fatto che qualche mese fa, <strong>Scott Gottlieb</strong>, Commissionario della <strong>Food and Drug Administration (FDA)</strong>, ha dato annuncio della creazione di un <strong><a title="Link alla notizia" href="https://www.wired.com/story/crispr-base-editing-first-china/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo quadro normativo</a> per la regolamentazione delle metodiche di manipolazione genetica nel trattamento delle malattie rare</strong>. <a title="Informati su OMaR" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/crispr-e-l-editing-genomico-per-le-malattie-rare/13782-editing-genomico-possibile-un-osservatorio-globale-di-sorveglianza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La FDA ha emesso una collana di sei documenti</a> che intendono cambiare l’approccio a queste tecnologie, aggiornando i processi di approvazione e rendendoli più snelli, senza peraltro trascurare la sicurezza.</p>
<p>fonte: https://www.osservatoriomalattierare.it<br />
Autore: Enrico Orzes<br />
Data : 09 Novembre 2018</p>
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		<title>Distrofia di Duchenne: terapie, sperimentazioni e qualità della vita Duchenne</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 18:10:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Distrofia di Duchenne: terapie, sperimentazioni e qualità della vita Duchenne, Sarepta si accorda con Paragon per produrre la terapia genica Cambridge (USA) &#8211; Sarepta Therapeutics, società biofarmaceutica focalizzata sulla scoperta e lo sviluppo di una medicina genetica di precisione per il trattamento di malattie neuromuscolari rare, ha annunciato di aver stretto una partnership strategica a [&#8230;]]]></description>
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<h1>Distrofia di Duchenne: terapie, sperimentazioni e qualità della vita</h1>
</div>
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<h2>Duchenne, Sarepta si accorda con Paragon per produrre la terapia genica</h2>
<p>Cambridge (USA) &#8211; <strong>Sarepta Therapeutics</strong>, società biofarmaceutica focalizzata sulla scoperta e lo sviluppo di una medicina genetica di precisione per il trattamento di malattie neuromuscolari rare, ha annunciato di aver stretto una <strong>partnership strategica a lungo termine con Paragon Bioservices</strong>, impresa che fornirà a Sarepta un’implementazione della capacità di produzione commerciale <strong>per il suo programma di terapia genica con micro-distrofina per la <a title="Visita la sezione di OMaR dedicata alla patologia" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/distrofia-muscolare-di-duchenne" target="_blank" rel="noopener noreferrer">distrofia muscolare di Duchenne</a></strong>, oltre a una piattaforma di produzione per altri futuri programmi di terapia genica, come quello per la <a title="Leggi la notizia su OMaR" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/attualita/13607-distrofia-dei-cingoli-myonexus-e-sarepta-si-alleano-per-la-terapia-genica" target="_blank" rel="noopener noreferrer">distrofia muscolare dei cingoli</a> (LGMD).</p>
<p>“<strong>Stiamo rapidamente costruendo un formidabile &#8216;motore&#8217; di terapia genica</strong>, il cui fiore all’occhiello sarà la creazione del nostro Centro di Eccellenza per la Terapia Genica a Columbus, in Ohio”, ha dichiarato <strong>Doug Ingram</strong>, Presidente e CEO di Sarepta. “Pertanto, spetta a noi stessi garantire che la nostra ambizione sia abbinata a un approccio di produzione sofisticato, robusto e modulare, in grado di rendere disponibili, nel breve e nel lungo termine, terapie geniche per il trattamento di malattie che incidono pesantemente sull&#8217;aspettativa di vita dei pazienti”.</p>
<p>“Coerentemente con la nostra strategia di produzione ibrida, siamo orgogliosi di dare il benvenuto all&#8217;interno della nostra coalizione, formata dalle principali organizzazioni di terapia genica al mondo, a Paragon, produttore di portata globale con comprovata esperienza e competenza nel complesso settore biofarmaceutico”, ha aggiunto Doug Ingram. “<strong>La partnership con Paragon garantisce ulteriori capacità modulari al nostro programma terapeutico con micro-distrofina e ai nostri programmi futuri</strong>, che attualmente includono Duchenne, distrofia muscolare dei cingoli e malattia di Pompe. Questa collaborazione, inoltre, garantisce a Sarepta l&#8217;accesso al team di Paragon, un gruppo di lavoro di livello mondiale, costituito da più di 300 persone, sulle cui competenze potremo contare mentre continuiamo il nostro percorso per collocarci tra le più significative aziende al mondo ad occuparsi di genetica”.</p>
<p><strong>Paragon</strong>, una delle più grandi società di biotecnologie di Baltimora, dà impiego a un team di oltre 300 persone in due sedi nel Maryland, e <strong>sta edificando una nuova struttura di 15.000 metri quadrati, nella Contea di Anne Arundel</strong>, per la produzione di terapie geniche di qualità (GMP, Good Manufacturing Practice). Tale struttura, che sarà pronta entro febbraio del 2019, comprenderà diversi bioreattori monouso da 500 e 2000 litri, per la produzione di materiale per sperimentazioni cliniche e fini commerciali. Paragon <strong>possiede anche alcuni edifici presso il BioPark dell’Università del Maryland</strong>, a Baltimora, impianti che sono dedicati alle prime fasi di produzione biofarmaceutica e che risultano conformi ai requisiti richiesti dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. Anche la nuova struttura nella Contea di Anne Arundel è già predisposta per conformarsi a tali regolamenti.</p>
<p>“Paragon è uno dei pochi produttori di terapia genica che ha l&#8217;esperienza per sviluppare e produrre con successo bioterapie complesse usando processi commerciali modulari”, ha precisato <strong>Pete Buzy</strong>, Presidente e CEO di Paragon Bioservices. “Come evidenzia questo accordo con Sarepta, abbiamo un team di produzione di livello mondiale, siamo considerati un centro di eccellenza per la terapia genica e ritenuti affidabili dalle migliori aziende biofarmaceutiche”.</p>
<p>Fonte:Omar<br />
Autore: Redazione Omar</p>
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		<title>Malattia di Pompe: terapie, sperimentazioni e qualità della vita Malattia di Pompe</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 18:06:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Malattia di Pompe: terapie, sperimentazioni e qualità della vita Malattia di Pompe, la proposta: uno screening “selettivo” per le famiglie a rischio Il prof. Gabriele Siciliano: “Si potrebbero sottoporre a indagine solo i pazienti che hanno altri casi di malattia in famiglia. Un approccio già utilizzato con successo per la SMA” Pisa – Quali sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Malattia di Pompe: terapie, sperimentazioni e qualità della vita Malattia di Pompe, la proposta: uno screening “selettivo” per le famiglie a rischio</strong><br />
Il prof. Gabriele Siciliano: “Si potrebbero sottoporre a indagine solo i pazienti che hanno altri casi di malattia in famiglia. Un approccio già utilizzato con successo per la SMA”</p>
<p>Pisa – Quali sono i punti di contatto fra una patologia autoimmune, demielinizzante del sistema nervoso centrale, come la <strong><a title="Visita la sezione Sclerosi multipla" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/sclerosi-multipla" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sclerosi multipla</a></strong>, e un gruppo di disturbi genetici come le <strong>malattie da accumulo lisosomiale</strong>? Sicuramente in entrambi i casi si tratta di <strong>malattie neurologiche, che hanno in comune i disturbi motori</strong>, ma non è l&#8217;unico motivo per cui sono state approfondite nel corso dello stesso <strong>convegno <a title="Informati sull'evento" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/appuntamenti/13941-21-22-settembre-2018-pisa-crossroads-percorsi-integrati-nelle-terapie-neurologiche" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“#CrossRoads – Percorsi integrati nelle terapie neurologiche”</a></strong>, che si è svolto il 21 e 22 settembre a Pisa presso la Scuola Superiore Sant&#8217;Anna su iniziativa di Sanofi Genzyme.</p>
<p>A spiegare il motivo di questa scelta è l&#8217;organizzatore dell&#8217;evento, il <strong>prof. Gabriele Siciliano</strong>, Ordinario di Neurologia presso il Dipartimento di Neuroscienze dell&#8217;Università di Pisa e past president dell&#8217;<a title="Visita il sito" href="http://www.miologia.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Associazione Italiana di Miologia</a> (AIM). “Il primo <strong>punto in comune</strong> fra la sclerosi multipla e le malattie lisosomiali è <strong>l&#8217;innovazione nel campo delle terapie</strong>: laddove la proposta è sempre stata limitata, oggi assistiamo a dei progressi prima inimmaginabili”, sottolinea Siciliano. “Le aziende farmaceutiche investono sempre più nelle malattie rare, e così stiamo assistendo alla messa a punto di farmaci innovativi, <strong>con meccanismi d&#8217;azione che sono in grado di correggere il difetto genetico o autoimmunitario di queste patologie</strong> e cambiarne concretamente la storia naturale”. Un altro “tema caldo” è stato quello dell&#8217;appropriatezza della cura: dato che generalmente i <a title="Informati sui farmaci orfani" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/farmaci-orfani" target="_blank" rel="noopener noreferrer">farmaci orfani</a> hanno un costo molto elevato, occorre risolvere delle problematiche di farmacoeconomia e sostenibilità.</p>
<p>La relazione del prof. Siciliano ha riguardato la diagnosi precoce e il ruolo strategico della diagnosi differenziale nelle malattie rare lisosomiali, e in particolare nella <strong><a title="Visita la sezione Malattia di Pompe" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/malattia-di-pompe" target="_blank" rel="noopener noreferrer">malattia di Pompe</a></strong>. “Questa malattia muscolare, condizione dovuta a un difetto genetico della sintesi dell&#8217;alfa-glucosidasi, un enzima che normalmente consente al muscolo di smaltire metabolicamente il glicogeno, si presenta con eterogeneità: <strong>non ha un quadro clinico standard, ma manifestazioni cliniche differenti se non contrapposte</strong>. La forma infantile è gravissima e ha una prognosi sfavorevole, mentre altre forme sono più lente e meno severe: oggi, per fortuna, <strong>esiste una terapia enzimatica sostitutiva</strong> basata sulla alglucosidasi alfa cosiddetta ricombinante, cioè generata con sistemi di laboratorio che riproducono la molecola mancante originaria, e che <strong>si è dimostrata efficace per tutte le forme</strong>, sebbene il margine di evidenza sia meno immediato nelle forme lievi dell&#8217;adulto”, spiega il neurologo.</p>
<p>“<strong>I segni e i sintomi sono molto subdoli, come un impaccio nel camminare o un aumento dell&#8217;enzima CPK</strong>, creatinfosfochinasi (che però può manifestarsi, ad esempio, anche in chi fa palestra e non è allenato), e possono perciò essere trascurati. Inoltre, <strong>la malattia può presentarsi con problemi respiratori e non motori</strong>, e in questo caso è difficile pensare alla malattia di Pompe: così si perde tempo utile, mentre è necessario intervenire il prima possibile per evitare danni muscolari permanenti”, prosegue Siciliano.</p>
<p>Nella lotta contro questa malattia genetica entra in gioco anche la tecnologia: oggi ci sono test molto precisi in grado di diagnosticarla, e non mancano nuovi strumenti basati su piattaforme digitali. Un esempio è l&#8217;<strong>app <a title="Informati su OMaR" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/malattia-di-pompe/12212-malattia-di-pompe-una-nuova-app-per-mettere-in-contatto-medici-e-pazienti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AIGkit</a></strong>, nata proprio a Pisa dalla collaborazione fra l&#8217;<a title="Visita il sito" href="http://www.aig-aig.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Associazione Italiana Glicogenosi</a> (AIG) e l&#8217;Associazione Italiana di Miologia (AIM). “Questa applicazione, che i pazienti possono utilizzare da casa per registrare tutti i dati sull&#8217;andamento della patologia, ora entra in una fase successiva e <strong>può diventare uno strumento per raccogliere una serie di informazioni utili per costituire registri di malattia e database</strong>. È un approccio di digital health che ha lo sguardo rivolto verso il futuro”.</p>
<p><strong>La malattia di Pompe, al momento, non è inserita nel pannello dello <a title="Visita il sito Osservatorio Screening Neonatale" href="https://www.osservatorioscreening.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">screening neonatale esteso</a></strong> (se non i<a href="https://www.osservatoriomalattierare.it/screening-neonatale/13846-screening-neonatale-da-settembre-sara-ampliato-in-toscana">n Toscana, dal mese scorso</a>). <strong>Il dibattito sullo screening è in corso</strong>: “La prospettiva di includerla potrebbe avere un importante ruolo nella prevenzione primaria, ma anche nel ricorso tempestivo a una cura efficace con la terapia enzimatica sostitutiva. Abbiamo a disposizione un esame molto sensibile, che sarebbe sicuramente adatto ad individuare le forme gravi, a esordio precoce e a decorso infausto. Tuttavia, bisogna anche considerare che <strong>uno screening neonatale sistematico avrebbe la prerogativa di rilevare anche le forme lievi</strong> di malattia di Pompe, nella variante adulta che talora si può presentare in età avanzata e teoricamente in alcuni casi può anche essere oligosintomatica. <strong>Si pone perciò un problema etico</strong>, peraltro comune a molte malattie genetiche, fermo restando che una corretta e approfondita informazione deve comunque precedere una tale libera scelta: fino a che punto è accettabile mettere a conoscenza gli interessati di una futura condizione patologica non necessariamente infausta?”, sottolinea Siciliano.</p>
<p>“In alternativa, <strong>potrebbe essere preferibile un metodo più selettivo: sottoporre a screening neonatale solo nelle condizioni in cui vi siano altri casi di malattia di Pompe in una famiglia</strong>. Un approccio già utilizzato con successo per individuare in epoca prenatale i casi di <a title="Visita la sezione Atrofia muscolare spinale" href="https://www.osservatoriomalattierare.it/sma-atrofia-muscolare-spinale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">atrofia muscolare spinale</a> (SMA)”.</p>
<p>Autore: Francesco Fuggetta , 09 Ottobre 2018<br />
Fonte: https://www.osservatoriomalattierare.it/</p>
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		<title>Tumori: prostata, scoperto marcatore che individua la cura</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 18:06:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; (ANSA) &#8211; ROMA, 13 NOV &#8211; Scoperto il primo marcatore in grado di predire la risposta alle cure nel carcinoma della prostata, il più aggressivo di questo tipo di tumori. Identificabile attraverso la biopsia liquida, consente di individuare quale trattamento tra i due oggi disponibili sia il più efficace per ciascun paziente, indirizzando così [&#8230;]]]></description>
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<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 13 NOV &#8211; Scoperto il primo marcatore in grado di predire la risposta alle cure nel carcinoma della prostata, il più aggressivo di questo tipo di tumori. Identificabile attraverso la biopsia liquida, consente di individuare quale trattamento tra i due oggi disponibili sia il più efficace per ciascun paziente, indirizzando così i clinici verso cure personalizzate sul singolo malato. La ricerca è il frutto di una collaborazione tra gruppi di ricerca italiani, spagnoli e inglesi: quello diretto dal Ugo De Giorgi, dell&#8217;Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) IRCCS di Meldola (Forlì-Cesena), di David Olmos, Direttore dell&#8217;Unità di Ricerca Clinica sul Cancro alla Prostata dello Spanish National Cancer Research Center (CNIO) a Madrid e di Gerhardt Attard del UCL Cancer Institute di Londra.</p>
<p><span class="news-author">Redazione ANSA</span> <span class="location">ROMA</span> <em>13 novembre 2018 </em>14:36</p>
<p><a href="http://www.ospedalideicolli.it/malattie-rare-campania/wp-content/uploads/sites/2/2018/11/701ee42c9f8b8fd21961eb9243509dbc.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-204" src="http://www.ospedalideicolli.it/malattie-rare-campania/wp-content/uploads/sites/2/2018/11/701ee42c9f8b8fd21961eb9243509dbc.jpg" alt="701ee42c9f8b8fd21961eb9243509dbc" width="620" height="438" /></a></p>
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