Area Critica

Direttore
Dott. Antonio Corcione

La costituzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, nata dalla fusione di tre complessi ospedalieri, il Monaldi, il Cotugno ed il C.T.O., ha imposto una revisione ed una messa inrete di tutte le strutture di alto impegno assistenziale esistenti nelle tre diverse realtà ospedaliere.Un progetto in itinere che ha l’obiettivo di rispondere a tutte le esigenze del paziente ad alto rischio medicoe chirurgico, oltre che a quelle del neonato a rischio, attraverso la creazione di un modello integrato dellecure, nel quale ogni specialista conservi la sua dignità operativa, quale realizzatore o propositore di misurediagnostico-terapeutiche specifiche in difesa del paziente nella sua globalità.

Afferiscono alla nuova azienda tre tipologie di pazienti critici:

Al Monaldi pazienti affetti da patologie prevalentemente cardio-respiratorie, se con questa etichetta si indicano tutte le patologie specifiche, sia mediche che chirurgiche, e le implicazioni che da esse scaturiscono a livello degli altri organi ed apparati. Sono trattati, inoltre, neonati affetti da patologie gravi a rischio di vita o di danno dello sviluppo.

Al Cotugno pazienti affetti da patologie di natura infettiva (meningiti, encefaliti, epatiti, sepsi, etc.)

Al C.T.O. pazienti con problematiche neurologiche e neurochirurgiche

Il centro della nuova rete è rappresentato dalle quattro Rianimazioni:

A. La rianimazione del Monaldi, a vocazione cardio-respiratoria

B. La rianimazione del Cotugno a vocazione infettivologica

C. La rianimazione del CTO a vocazione post-neurochirurgica

D. La Terapia Intensiva Neonatale del Monaldi

La prima, la Rianimazione del Monaldi, accoglie pazienti dal circuito del Servizio Sanitario Territoriale 118 e si fa carico di assistere pazienti cardio-operati provenienti dalla Terapia intensiva post-cardiochirurgica, pazienti critici cardiologici in fase pre-operatoria e pazienti provenienti dalla Terapia intensiva post-operatoria. Al termine delle cure intensive affida alla U.O. di Riabilitazione i pazienti stabili che non necessitano di alcun supporto invasivo o non-invasivo perché entrino nei programmi di riabilitazione specifici sia in regime di ricovero ordinario che in regime di Day-Hospital all’UTSIR (Unità di terapia sub intensiva respiratoria) i pazienti estubati che richiedono un programma di svezzamento con supporto respiratorio non invasivo (NIMV), i pazienti tracheotomizzati in VM assistita-controllata e i pazienti che richiedono tecniche di monitoraggio prolungato e alle UU.OO. di Medicina, Cardiologia ed UTIC. I pazienti ormai stabili, per i quali è necessario un ulteriore periodo di osservazione e di cure di tipo ordinario, prima della dimissione o della realizzazione di programmi di assistenza domiciliare. Interagisce, inoltre, con la Rianimazione e l’U.O. di Infettivologia del Cotugno per i pazienti affetti da patologie infettive e con la Rianimazione del CTO per gli aspetti di tipo neurologico.

La terapia Intensiva Neonatale, istituita all’inizio degli anni ’90, è la risposta dell’Azienda alla domanda di assistenza per i neonati affetti da patologie gravi ed ha assunto negli anni le caratteristiche di unità funzionale ultraspecialistica, il cui obiettivo principale è la diagnosi e cura di tutte le malattie neonatali, che pongono a rischio la vita e la normalità dello sviluppo [diagnosi e cura dell’insufficienza respiratoria e cardiaca del neonato, assistenza al neonato che viene al mondo molte settimane prima del dovuto (neonatopretermine) e valutazione e controllo di tutti i fattori che possono danneggiare il normale sviluppo del sistema nervoso e degli organo di senso del neonato. Nel reparto è in essere un complesso sistema di monitoraggio centralizzato delle funzioni vitali [frequenza cardiaca, respiratoria, contenuto di ossigeno nel sangue (saturazione di O2 dell’emoglobina), pressioni arteriose e temperature corporee], che consente di avere in ogni momento, informazioni sullo stato di equilibrio raggiunto e di rispondere immediatamente a qualsiasi situazione di allarme. Un simile sistema, introdotto nell’Ospedale Monaldi fin dal 1993, non è ancora disponibile in molte delle terapie intensive neonatali della Regione Campania. è stato, inoltre, recentemente introdotto il monitoraggio continuo della funzione elettrica cerebrale, destinato a fornire informazioni dirette ed immediate degli effetti sulla funzione del cervello di eventi patologici, di interventi farmacologici e di altre misure assistenziali ed a documentare anomalie della funzione cerebrale in neonati critici incapaci di esprimere sul piano clinico la compromissione cerebrale. Fanno da corredo agli ambienti di degenza, locali destinati alle attività di supporto, quali il laboratorio per gli esami urgenti e l’area di preparazione dei farmaci e di allestimento delle infusioni. L’offerta assistenziale del reparto, tecnologicamente molto avanzata, non ignora i genitori dei piccoli pazienti, che possono raggiungere il proprio bambino attraverso un percorso dedicato, e fermarsi nel reparto per molte ore al giorno. è inoltre disponibile una zona riservata all’allattamento al seno, vicino all’area delle cure minime ed un ambiente in grado di ospitare permanentemente una coppia di genitori, ambiente costruito per rispondere ad eventuali difficoltà di sistemazione logistica di genitori provenienti da altre Città della nostra Regione o da Regioni limitrofe. Anche agli altri parenti è permesso accadere al reparto, utilizzando un secondo percorso, che consente loro di osservare il loro piccolo attraverso delle vetrate. Completa l’offerta un’area di continuità assistenziale, destinata ai controlli clinico-strumentali post-dimissione, ai programmi nutrizionali, alla sorveglianza neurologica e degli organi di senso, all’assistenza psicologica ai genitori ed al programma di fisioterapia nel soggetti “ border-line”. Sono infatti aggregate permanentemente alla divisione una psicologa per il programma di sostegno emotivo e cognitivo previsto per i genitori, ed una fisioterapista per il programma di abilitazione e riabilitazione del neonato, sia durante la permanenza in reparto che nella fase post-dimissione.